La dipendenza affettiva: “una sofferenza che tocca il cuore”
© Vera Pagani
Negli ultimi anni si è sentito molto parlare di dipendenza affettiva, o love addiction, quasi fosse qualcosa di nuovo e di non esplorato.
Tuttavia, è opportuno sottolineare che da sempre molti approcci psicoterapici, prima tra tutti la psicoanalisi, hanno parlato di processo di attaccamento e separazione così come di rapporti fusionali e angosce abbandoniche (Limiti, 2019).
La love addiction, appunto, ruota attorno a questo tipo di tematiche.
In aggiunta essa porta all’interno della relazione il tema della dipendenza, intesa come un tipo di dipendenza che, per le sue caratteristiche fondamentali, ricorda molto la dipendenza da sostanze.
Vengono, infatti, segnalati sintomi quali: sindrome di astinenza in assenza dell’amato, frequenti stati di craving, bisogno compulsivo dell’altro, impossibilità ad allontanarsi dalla relazione nonostante le conseguenze negative, forte impoverimento della propria vita sociale, lavorativa e familiare, ecc.
Cosa rende più complesso il quadro oggi?
Con l’aumento pervasivo delle nuove tecnologie, dei servizi di messaggistica istantanea, delle app e dei social network, abbiamo la possibilità di sentirci continuamente vicini e connessi a qualcuno. Ritengo essenziale, quindi, in quanto professionista tenere in considerazione questi aspetti e valutare il modo in cui la modalità relazionale tecnologica influisce sul vissuto dei pazienti con dipendenza affettiva.
L’importanza dell’avere cura e concedersi del tempo …
La love addiction “tocca profondamente il cuore” di chi ne soffre.
Ecco perché sento di dover parlare di dipendenza affettiva entrando nell’argomento con delicatezza, in punta di piedi, e avendo particolare cura nel dosare le parole giuste da dire.
Cosa fa soffrire?
Ciò che spicca più di ogni altra cosa in questo tipo di sofferenza è il suo sprigionarsi all’interno di una relazione. Essa, infatti, è una sofferenza sì individuale, ma che riguarda direttamente una relazione.
La dipendenza affettiva, come sappiamo, è sempre verso qualcuno (Limiti, 2019).
Sarà importante, quindi, scegliere un percorso psicoterapico che inserisca tale sofferenza individuale in una cornice relazionale più allargata.
Il paziente, quindi, con il supporto del terapeuta, potrà scoprire se stesso lentamente, passo dopo passo. Egli imparerà a sentire e comprendere cosa accade nel rapporto con l’altro che fa sì scatti una dipendenza.
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Bibliografia
Credits foto: Jerome Dominici e Travis Saylor da pexels