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La Terapia Online: perché è una valida opzione?

© Vera Pagani
“Sebbene, alcune volte,
vediamo solo una parte del corpo dell’altro,
è possibile sentire il tutto”
(Kallner, 2020)

Covid-19 e Terapia online

La terapia online ha avuto un rapido sviluppo in questi ultimi tempi. Perché è una valida opzione?

Il Covid-19 ci ha sfidato ad adattarci ad un cambiamento radicale nell’ambiente e ci ha costretto a modificare velocemente i nostri modi di vivere e di incontrarci.

Inutile specificare che la terapia online oggi, oltre a dare la possibilità di incontrarsi senza mascherina, permette anche di raggiungere pazienti lontani fisicamente o che sono impossibilitati a raggiungere lo studio per svariati motivi. La terapia online permette di sopperire a limiti spaziali e, molto spesso, anche temporali.

In questo articolo vi parlerò del colloquio online con la Terapia della Gestalt (per maggiori informazioni sul mio modo di lavorare clicca qui) e, in particolare, su come includo il lavoro con il corpo e il movimento nella pratica online.

Terapia online: perché non è una videochiamata!

Lavorare online non è insolito per me. Lavoro con questo mezzo da un po’ di tempo. Inoltre amo particolarmente tutto il ramo legato alla Psicologia e alle Nuove Tecnologie (mi occupo anche di fare formazione in questo ambito).

Tuttavia, in tempi non sospetti, proporre una terapia online sembrava (e forse ancora oggi un po’ lo sembra) offrire “non una vera terapia”, forse qualcosa di simile ad una “videochiamata insieme”.

Ad un certo punto, invece, la pandemia ci ha sorpreso e in tanti abbiamo dovuto adattarci al lavoro online. Ci è stato dato, possiamo dire, il “permesso ufficiale” per lavorare online.

La terapia online è un modo nuovo di raggiungere l’altro. Paziente e terapeuta sperimentano un campo terapeutico diverso ma che è solamente loro. Uno spazio e un tempo loro, dedicato al lavoro psicologico.

Il modo in cui entriamo in contatto e “ci sentiamo” durante il colloquio online può cambiare in modo significativo rispetto ad un incontro in presenza ma essere ugualmente proficuo, creativo e divenire fonte di cambiamento.

Corpo e movimento nella terapia online

Quando lavoriamo davanti ad un computer possiamo avere la percezione che manchino supporti che solitamente davamo per scontati. Ma non è del tutto vero. Noi restiamo corpi che hanno un volume e che sono circondati da uno spazio all’interno del quale possiamo muoverci (Kallner, 2020). Ecco che allora il lavoro con il corpo diventa possibile anche nella terapia online. Basta solo porre attenzione.

Abbiamo ancora gambe, possiamo stare in piedi o seduti insieme, possiamo oscillare le braccia, possiamo muoverci su e giù, possiamo girarci. Possiamo regolare la nostra distanza dallo schermo.

Possiamo persino vedere noi stessi in movimento da fuori! (questo il colloquio classico scarsamente lo permette, a meno che non siamo dotati di uno specchio!)

Il punto è che la tecnologia non limita il lavoro terapeutico corporeo ma crea semplicemente un campo terapeutico nuovo e diverso.

Terapia Online
L’ambiente intorno a noi in Terapia Online: sentire in modo nuovo

Mi viene da dire: “Distanti sì, ma nel proprio ambiente”.

In effetti uno dei punti di forza della terapia online è che essere nel proprio ambiente spesso consente alle persone di condividere se stesse in modo diverso. La stanza di terapia non è più lo studio del terapeuta ma diventa un incontro tra due ambienti (quello del paziente e quello del terapeuta). Diventa, per certi aspetti, un vero e proprio spazio condiviso che può anche mutare forma.

Questo crea, evidentemente, un nuovo livello di intimità e aggiunge informazioni per il lavoro terapeutico. Ecco allora che ci si racconta in modo diverso ed emergono vissuti emotivi nuovi.

Per alcuni pazienti il lavoro online apre la possibilità di avere un supporto relazionale nel proprio ambiente quotidiano (Kallner, 2020). Per altri diventa persino occasione per osare di più in terapia e sperimentare cambiamenti nuovi e proficui. Ci sono pazienti che non la ritengono nelle loro corde. È un’esperienza che va vissuta, sentita e valutata.

La dimensione etica del lavoro terapeutico in tempo di pandemia

Lavorare online in tempo di pandemia si è rivelata e potrebbe ancora rivelarsi una scelta etica. Questo tempo ci ha insegnato una cosa che, ora più che mai, è in primo piano: “Quando io ti incontro, incontro (attraverso te) anche tutti quelli che hai incontrato di recente e ho il potenziale di avere un impatto su tutti quelli che incontrerai. Il nostro corpo è un corpo che si muove nel mondo. La nostra salute è la salute che potenzialmente riguarda tutti” (Kallner,2020).

Oggi è più che mai chiaro che siamo, e siamo sempre stati, interconnessi e interdipendenti.

Fare terapia online significa, allora, esplorare insieme questa “novità”, incontrandosi l’un l’altro in modo nuovo. E anche questo significa “crescere”.

E poi, sono convinta di una cosa:

Qualunque cosa accada, sento che lavorare online con i pazienti significa “restare con loro”.

Bibliografia

Kallner, H. (2020). Phronesis and knowing through movement: working with Gestalt psychotherapy online. British Gestalt Journal, 29 (2), 11-17.

Credits foto: Dayne Topkin da unsplash e Ekaterina Bolovtsova da pexels

 


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